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Portfolio

Francesca Formisano

Francesca Formisano (Roma, 1991; Officine fotografiche, Roma) ha individuato il proprio tema in due possibili vettori di lettura della realtà montana. Il primo si innesta verticalmente nello spazio e nella materia, per estendersi sino alla memoria più recondita (la stratificazione geologica), a quella storica (le vicende della Grande Guerra) e a quella dell’esperienza contemporanea (una montagna accessibile all’escursionismo grazie alla funivia che consente un rapido salto di quota). Il secondo procede in senso orizzontale: le materie si sovrappongono in primi e secondi piani, lo sguardo viene filtrato dalle consistenze ineffabili delle nebbie e dei riflessi, l’essere umano si trova attore su una quinta sublime, in grado di innescare e riverberare pensieri ed emozioni. Come spiega la fotografa, il suo intento è stato quello di interpretare il Lagazuoi “come archivio di memoria, in cui geologia, storia e presenza contemporanea convivono nella stessa materia”. Nella sovrapposizione di un principio stratigrafico e di uno archivistico, la narrazione vuole “mettere in relazione la memoria profonda della roccia, le cicatrici del conflitto e i segni del passaggio vissuto oggi”. Restituendo l’impressione di un flusso che scorre assommando attimi effimeri a tempi geologici, memoria fisica, storica e materiale, in un connubio che non disperde alcuno scarto, “la sequenza fotografica fa emergere il tempo come elemento visibile e sedimentato”. Archivio a cui contribuirà la stessa fotografa.