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Portfolio

Alessio Orlando

Interessato allo statuto della rappresentazione nell’epoca della rivoluzione digitale e dell’IA, Alessio Orlando (Lecco, 2005; CFP Bauer, Milano) impiega il mezzo fotografico come punto di partenza per una manipolazione simulacrale. “Copie senza originale”, le sue “post-fotografie” non solo sospendono ogni pretesa realistica del mezzo, ma invitano a una critica dell’immagine contemporanea, nonché a una riflessione sulla sua deriva iper-reale. Inizialmente affascinato e “quasi alienato” dalla potenza sublime del contesto montano e dall’angusta oscurità dei tunnel della Prima Guerra Mondiale, Orlando ha raccolto una serie di appunti fotografici, in seguito impiegati come unità minime nel suo processo di montaggio digitale: in questo passaggio, come precisa l’artista, “le fotografie perdono la loro funzione documentaria per diventare elementi procedurali di un nuovo paesaggio”. Attraverso la sua pratica di collage digitale, “frammenti di montagne, tunnel, trincee, valli si ricombinano in configurazioni impossibili che alterano la percezione dello spazio”, dando luogo ad “ambienti sospesi, liminali e potenzialmente infiniti”. Con un’estetica tra gaming e cyberpunk, i lavori di Orlando – che non rinunciano a una certa ironia – oscillano tra l’enigma visivo di paesaggi plausibili ma inverificabili, perturbanti e decadenti architetture modulate sui lasciti della Grande Guerra e stratificazioni di visioni mediate da telecamere di sicurezza. Quest’opera di creazione, o meglio, di “ri-creazione”, trova un punto di approdo nel collage che vede protagonista il crocifisso di vetta del Lagazuoi