
La giuria ha deciso di premiare il lavoro di ricerca e l’originalità della proposta di Giorgia Armas. Nonostante nel gruppo fosse la più giovane, Armas ha dato prova di maturità, di spiccate doti poetiche, di caparbietà, nonché di coraggio nel declinare un soggetto fotografico tra i più densi e complessi, quale quello rappresentato dai lasciti della Grande Guerra inscritti nel territorio.
Giorgia Armas ha dimostrato notevoli capacità creative tanto nel trattamento fotografico, quanto nella sua personale e toccante capacità di mettere in dialogo passato e presente. La fotografa ha infatti operato una rilettura carica di poesia e speranza delle tracce della Prima Guerra Mondiale ancora presenti nel contesto del Lagazuoi. Il suo progetto si distingue per un linguaggio visivo originale, ricco e articolato, capace di restituire un'esperienza intima e identitaria, ma, soprattutto alla luce delle contingenze del presente, anche trasversale e collettiva. Ciò attraverso una narrazione visiva intensa e profondamente risonante.